La procedura di conciliazione davanti al Prefetto avviata dalla nuova RSU di Ateneo e la reazione della Parte pubblica (Rettorato e Direzione generale) fanno emergere chiaramente la mancanza di volontà di aprire un confronto con l’unica rappresentanza democraticamente eletta da tutto il PTA.

  1. La nuova RSU (eletta il 19 aprile 2018) ha chiesto subito, e ripetutamente, di ridiscutere il c.d. contratto integrativo in un’ottica di miglioramento, considerate le criticità emerse in tema di valutazione e più in generale dell’organizzazione del lavoro.
  2. La Parte pubblica ha rifiutato, ripetutamente, di mettere in discussione nel 2018 regole scritte prima dell’elezione della nuova RSU e nonostante sia cambiato anche il CCNL.

Non è una questione di normativa: nel 2018 la Parte pubblica poteva ma non ha voluto dialogare con la nuova RSU, accontentandosi di una proroga di consenso fornito da segreterie di sindacati poco rappresentativi.

La rigidità della Parte pubblica produce lentezza

Questa chiusura del Rettorato e del Direttore generale si sta dimostrando controproducente anche sul piano pratico. Il mancato riconoscimento della nuova RSU di Ateneo, infatti, fa perdere un sacco di tempo, perché legittima i conflitti tra sindacati impegnati a rivendicare meriti (o demeriti) del passato, trascurando le criticità più urgenti da risolvere per migliorare la qualità del lavoro e dell’organizzazione dell’Ateneo, per far emergere le aspirazioni e rimuovere quelle barriere burocratiche che sono di ostacolo.

Una menzogna ripetuta infinite volte non diventa una verità

La risposta inviata dalla Parte pubblica – omettendo di dire che, dopo la sottoscrizione del contratto integrativo, nel 2018 è stata eletta una nuova RSU dei lavoratori e parlando di “maggioranza” di sindacati che in realtà sono minoranza – ci consente di mostrare “dal vivo” come maliziose omissioni e ingenui errori riescano a falsare un comunicato solo apparentemente “istituzionale”
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Questa RSU non teme lo scontro, ma vuole (e chiede da ormai 9 mesi) un confronto aperto, magari faticoso, ma sicuramente costruttivo.
La Parte pubblica può scegliere di recuperare il tempo perso nel 2018, riconoscendo finalmente la nuova RSU di Ateneo, per costruire un Ateneo migliore, per tutti.
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