La RSU ha inviato una comunicazione all’Amministrazione, qui sotto riportata, evidenziando le criticità e gli esiti fallimentari delle procedure di valutazione appena concluse, le quali avranno rilevanti ripercussioni anche economiche e professionali sul personale, oltre a minare ulteriormente il clima organizzativo.

Invitiamo i colleghi e le colleghe a presentare ricorso alla Commissione di Garanzia per le contestazioni sulla valutazione (come definito alle pagg. 16 e 25 (allegato 4) del Sistema di misurazione e valutazione della performance), ne caso si trovassero di fronte a una valutazione che presenti almeno uno di questi vizi:
– vizi di procedura (es. mancanza colloquio);
– valutazione negativa;
– qualora la valutazione espressa sia ritenuta lesiva da parte della persona interessata,

Come RSU intendiamo intraprendere tutte le azioni necessarie per rivedere radicalmente questo Sistema di valutazione, sia sul piano procedurale che dei contenuti.

La RSU, rilevata una diffusa insoddisfazione circa gli esiti della valutazione – Anno 2017, prevista dal nuovo Ciclo della Performance, intende porre in evidenza le principali criticità emerse, che denotano gravi carenze e violazioni delle garanzie minime per la “serietà” di qualsiasi processo di valutazione:

  • Mancanza dei colloqui. Non sono isolati i casi in cui il necessario confronto/colloquio è stato eluso. Si ricorda al proposito che tale passaggio risulta fondamentale per l’efficacia del nuovo sistema, il quale ha già il difetto originario di voler esprimere con un unico valore numerico la media tra molteplici criteri qualitativi (comportamentali) per il miglioramento della performance individuale.
  • Arbitrio nell’utilizzo di criteri valutativi non previsti dal ciclo della performance. Si sta registrando una tendenziale penalizzazione di chi ha cambiato ufficio o struttura, con un inevitabile riversamento delle conflittualità (accresciute in sede di riorganizzazione) sui valutati. In casi particolari, la valutazione sconta atteggiamenti autoritari, ritorsivi, quando non punitivi, anche rispetto a prestazioni non previste dal nuovo sistema (ad esempio questionari di good practice dedicati al CAB et altro).
  • Mancata formazione dei valutatori. E’ diffusa l’impressione di una scarsa preparazione dei valutatori data l’arbitrarietà con cui arrivano al risultato finale, le gravi violazioni sopra denunciate e la mancata consapevolezza dell’impatto anche economico di questa valutazione.

La differenziazione delle valutazioni espresse, criterio premiale per i valutatori, non può essere considerata tout court indice di correttezza delle stesse, tanto più che manca qualsiasi strumento o feed-back di controllo sui valutatori, chiesto dalla RSU dal 2015 e sottoscritto nella Dichiarazione della Parte Pubblica del 18 novembre 2015.Ricordando che per il 2017 è prevista la distribuzione di parte del Fondo Accessorio e del Fondo comune di Ateneo sulla base di questa valutazione, questa RSU:

  1. chiede che il termine ultimo per la presentazione del ricorso avverso la valutazione ottenuta sia fissato per tutti gli interessati al 30 giugno prossimo, a prescindere dalla data di chiusura delle singole valutazioni (termine ultimo 31 maggio);
  2. invita la costituenda Commissione di Garanzia per le contestazioni sulla valutazione a tenere conto dei rilievi critici sopra formulati;
  3. intima il Rettore e il Direttore generale a provvedere prontamente alla nomina dei componenti del CUG (vacante da ormai 2 anni) che dovrà designare il rappresentante PTA nel Comitato di garanzia;
  4. chiede il resoconto dettagliato sulle conseguenze economiche derivanti dall’applicazione del nuovo sistema sulla quota incentivante assegnata ai singoli lavoratori.

E’ inoltre urgente la revisione del sistema con l’obiettivo di rendere più coerenti e condivise le valutazioni, rispettando rigorosamente i passaggi obbligatori da esso previsti, pena il verificarsi delle situazioni descritte che minano alla radice la ratio del sistema stesso: fondamentale è pertanto la definizione in tempi rapidi degli obiettivi e delle tempistiche per le verifiche intermedie. Si auspica, infine, l’introduzione di un contrappeso volto a consolidare nel valutatore la consapevolezza della responsabilità che si assume nella valutazione che inciderà sulla vita lavorativa di un collega e sul suo futuro professionale.